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Ritenuta d'Acconto: Cos'è, Come si Calcola e Come si Registra

Aggiornato al 29 Agosto 2026 · SmartDoc

Chi riceve fatture da professionisti o collaboratori, o chi le emette come lavoratore autonomo, si scontra prima o poi con la ritenuta d'acconto. È uno degli aspetti che genera più confusione nella fatturazione, perché tocca sia chi paga sia chi incassa, con obblighi diversi per ciascuno.

Cos'è la ritenuta d'acconto

La ritenuta d'acconto è una somma che il soggetto che paga un compenso (il committente, detto "sostituto d'imposta") è tenuto a trattenere e versare direttamente allo Stato, per conto del professionista che ha emesso la fattura. Non è una tassa aggiuntiva: è un anticipo sulle imposte che il professionista dovrà comunque pagare a fine anno, motivo per cui si chiama "d'acconto".

Chi applica la ritenuta d'acconto

La trattengono tipicamente aziende, enti e professionisti in contabilità ordinaria quando pagano compensi a lavoratori autonomi, collaboratori occasionali o professionisti con partita IVA in regime ordinario. I contribuenti in regime forfettario normalmente non subiscono la ritenuta sulle fatture che emettono (lo dichiarano in fattura), ma se agiscono come committenti verso altri professionisti possono comunque dover gestire l'aspetto in altre forme.

Come si calcola l'importo

La ritenuta si calcola applicando una percentuale all'imponibile della fattura (non all'importo con IVA inclusa). L'aliquota più comune per prestazioni professionali è il 20%, ma varia in base alla natura del rapporto:

TipologiaAliquota indicativa
Prestazioni professionali occasionali/abituali (persone fisiche)20%
Alcune provvigioni e agenti23% su base imponibile ridotta

Esempio pratico: fattura con imponibile €1.000 e IVA al 22% (€220), totale lordo €1.220. Con ritenuta al 20% sull'imponibile, la ritenuta è €200. Il professionista incasserà €1.020 (€1.220 − €200), mentre il committente verserà i €200 trattenuti allo Stato tramite modello F24.

Come si registra in contabilità

Dal punto di vista contabile, la fattura con ritenuta va scomposta in tre elementi: il costo (o ricavo), l'IVA e la ritenuta. Il debito verso il fornitore (o il credito verso il cliente, se sei tu ad applicarla) va registrato al netto della ritenuta, mentre l'importo trattenuto confluisce in un separato conto di debito verso l'Erario, tipicamente chiamato "Erario c/ritenute da versare", da chiudere quando si effettua il versamento con F24.

Un errore comune è registrare l'intero importo lordo come debito verso il fornitore, ignorando la ritenuta: in questo modo il "da saldare" risulta sempre superiore a quanto effettivamente dovuto, e il debito verso l'Erario non viene mai tracciato correttamente.

Il collegamento con il Modello 770

Chi versa ritenute durante l'anno è tenuto a riepilogarle nella dichiarazione annuale, il Modello 770, indicando per ciascun percipiente gli importi corrisposti e le ritenute operate.

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Questa guida ha scopo informativo generale, le aliquote possono variare in base al caso specifico: verifica sempre con il tuo commercialista.